Un veneziano a Parigi e altre storie

Relatrice Prof.ssa Marinella Caputo

“Un veneziano a Parigi e altre storie”

Sala San Francesco –   Via Monteripido, 8 – Perugia

venerdì 29 marzo 2019 ore 17:00

Federico Zandomeneghi (Venezia, 1841), Giovanni Boldini, (Ferrara, 1842), Giuseppe De Nittis (Barletta, 1846): una stessa generazione, la comune patria italiana, e più ancora la Firenze del caffè Michelangelo e dei macchiaioli, che tutti frequentarono negli anni Sessanta.

Tra il 1867 e il 1871 tre pittori italiani si trasferirono a Parigi, capitale delle esperienze artistiche ottocentesche, fungendo in un certo senso da tramite tra le correnti pittoriche in Italia e quelle in Francia. Dei tre “italiani di Parigi”, Zandomeneghi è quello che ha avuto i legami più duraturi e profondi con l’ambiente impressionista e post-impressionista, partecipando ininterrottamente dal 1879 a tutte le mostre del movimento.

La vicinanza dei temi, come le immagini della toilette femminile, i paesaggi parigini, le figure in interno, sono solo un tassello, importante ma non esclusivo, di quella trama di suggestioni tra impressionismo e post-impressionismo, nelle quali si considera necessario inserire la sua arte. La Parigi di Zandomeneghi non è la Parigi elegante, mondana e internazionale celebrata da De Nittis e Boldini, ma si racchiude nel quartiere bohèmien per eccellenza, Montmartre, dove l’artista viveva a fianco di Toulouse-Lautrec e della sua modella Suzanne Valadon, che raffigurò nel dipinto “Al Caffè Nouvelle Athènes” seduta a un tavolino di fronte allo stesso Zandomeneghi.

I soggetti dipinti da Zandomeneghi non ricreano solo il suo ambiente quotidiano ma testimoniano anche il graduale avvicinamento alla poetica impressionista della pittura en plein air, reso più profondo dai vincoli d’amicizia con impressionisti come Pissarro e Guillaumin. Accanto alle vedute parigine, gli esterni si arricchiscono dei paesaggi aperti della campagna francese.

La figura femminile è il suo soggetto prediletto e le sue immagini di donne, sia in interni sia in esterni, risentono notevolmente dell’influsso della moderna raffigurazione dell’eleganza diffusa attraverso le riviste di moda. La descrizione delle toilettes, degli elaborati cappelli, dei gesti tipici della moda, come l’indossare i guanti, o muovere il ventaglio, occupa un posto di rilievo nella sua produzione, e a questo filone appartengono molte delle opere più celebri, come Nel palco o Il tè.

Federico Zandomeneghi (Venezia 1841 – Parigi 1917)

Nello stesso periodo, anche nel Veneto si sviluppò un movimento naturalista di tutto rispetto, con i veneziani Guglielmo, Beppe ed Emma Ciardi. Viene ripercorso attraverso la loro pittura un nuovo modo di percepire i cambiamenti che in quel periodo attraversa la pittura sempre più proiettata allo studio dal vero o en plain air della realtà.

Soprattutto il ciclo dedicato al paesaggio nella pittura veneta tra ‘800 e ‘900, svolto dai Ciardi: Guglielmo (Venezia, 1842-1917) e i figli Beppe (Venezia, 1875-Quinto di Treviso, 1932) ed Emma (Venezia, 1879-1933) che assumono un ruolo di protagonisti assoluti della scena artistica veneziana, italiana ed internazionale. La luce è studiata attentamente da questi artisti e declinata in tutte le possibili atmosfere legate alla natura: dalle piante alle messi, dai campi alle distese di eriche, fino ai corsi d’acqua ai covoni, alle montagne attraversate dal chiarore dell’alba o dalle tinte accese di un tramonto.