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“Auguri d’Autore” Cartulae Nataliciae

Appuntamento annuale  dell’Associazione con la rassegna “Auguri d’Autore” che verrà inaugurata  martedì 13 novembre 2018 alle ore 16,30 presso la Galleria Diego Donati. Le “Cartulae Nataliciae” sono incisioni originali di piccolo formato stampate a mano dall’artista.

Gli artisti che desiderano aderire all’evento dovranno far pervenire i lavori entro sabato 10 novembre 2018. Per favorire la predisposizione della locandina è bene comunicare, a stretto giro di posta, il propria adesione. Maggiori notizie della rassegna sono presenti nella pagina “mostre” Auguri d’Autore” Cartulae Nataliciae .

Nuovi amici incisori si sono uniti al gruppo iniziale, un’avventura artistica con una finalità ben precisa; quella di devolvere il ricavato in progetti di solidarietà. Un grazie ai tanti amici che sono stati coinvolti piacevolmente;  Artisti, che sensibili all’iniziativa hanno donato le loro preziose opere per questo nobile scopo.

L’occasione diventerà momento gioioso per poterci incontrare e scambiarci gli auguri di buone feste.

Girasole Cosmico – Antonella Signaroldi

“Girasole Cosmico” personale di Antonella Signaroldi

13 – 24  ottobre  Galleria Diego Donati
Vernissage sabato 13 ottobre 2018 ore 17.00
orario mostra : lunedì-sabato ore 16.00/18.00

La mostra, curata dall’Associazione, presenta una serie di incisioni eseguiti dall’artista secondo la tradizione classica e quelle sperimentate negli ultimi due anni con procedimenti innovativi e prodotti non tossici. In mostra una trentina di lavori frutto della inesausta volontà sperimentatrice dell’artista.
L’inaugurazione della mostra si svolgerà Sabato 13 ottobre alle ore 17.00 alla presenza dell’artista.

La mia “grafica”

Fin da giovanissima mi è sempre piaciuto fare e creare: quindicenne disegnavo e confezionavo vestiti, facevo découpage, creavo monili con perline colorate, fili e cavetti in acciaio o cordini, poi in argento e pietre dure. Compiuti quarant’anni, mi sono iscritta all’istituto Gazzola di Piacenza dove ho seguito dapprima corsi di ornato e figura e solo al terzo anno quelli di incisione. Disciplina con la quale c’è stato un vero e proprio colpo di fulmine. Tuttavia ben presto le tecniche tradizionali acquisite (acquatinta, acquaforte, puntasecca, maniera nera su zinco o rame, linoleumgrafia e relativa stampa al torchio calcografico) non mi bastarono più: volevo conoscere e sperimentare più liberamente. Ho seguito, a Milano, una serie di corsi di incisione sperimentale: carborundum, collografia, ceramolle e puntasecca su diversi materiali, mentre a Napoli ho frequentato negli ultimi due anni corsi di Grabado Verde (incisone verde): è una pratica incisoria particolare che, anche in linea con le istanze di salvaguardia ambientale, utilizza matrici in tetrapak e materiali atossici, senza l’uso di solventi, vernici, acidi e altri prodotti chimici.  Ho avuto il privilegio di apprendere questa tecnica direttamente dalla sua ideatrice, Maria Angélica Mirauda dell’Universidad Finis Terrae di Santiago del Cile.

Mi piace il cimento e la sorpresa che la pratica dell’incisione offre e riserva; la difficoltà nel creare la matrice, la delicatezza della fase dell’inchiostrazione e della pulizia della lastra, quella sorta di suspense che riserva la stampa. Mai niente è come ce lo prefiggiamo o ce lo immaginiamo.

Sono particolarmente affezionata a questi recentissimi lavori, nati dal mio amore per le erbe infestanti: in quasi tutti ho utilizzato il tetrapak, per lavori riproducibili in più esemplari; per i monotipi ho sfruttato come matrice la pianta o il fiore stesso. Mi piace il modo in cui la natura mi regala le sue silhouette, senza chiedermi nulla in cambio.

Antonella Signaroldi

Ritorno a Monteripido – Antonella Parlani

“Ritorno a Monteripido” personale di Antonella Parlani
12 – 26  maggio  Galleria Diego Donati
Vernissage sabato 12 maggio 2017 ore 17.0
orario mostra : lunedì-sabato ore 16.00/18.30

Nasce a Perugia, sin da giovane età si dedica alla pittura e alla grafica per poi allargare il campo ad altre forme di espressione come la land art, la ceramica e l’allestimento scenico.  Allieva” di bottega” del caposcuola della grafica umbra Padre Diego Donati, nello studio del maestro, situato nel convento di Monteripido, apprende le diverse tecniche dell’incisione e della stampa calcografica, scoprendo una particolare vocazione per la tecnica dell’acquaforte e della tecnica alla poupée.

Dopo aver restaurato un antico frantoio del “400 nel borgo medievale di Corciano, vi trasferisce lo studio-laboratorio e fonda il “Centro d’arte il mulinaccio”.  Divide la sua vita fra Roma e Corciano ma il “buen ritiro del Mulinaccio” è il luogo preminente dove lavora e sperimenta l’arte calcografica unitamente ad altre forme di espressione artistica.

Nel corso degli anni ha realizzato numerose serie di acqueforti e acquetinte che fanno parte di raccolte pubbliche e private spaziando dal piccolo formato per arrivare ad espressioni di collages di incisioni e in tecniche sperimentali di grande formato. Preferisce incentrare il proprio lavoro di volta in volta su specifiche tematiche che compongono molte cartelle come: ”Casolari Umbri “, ”Perugia vicoli “, “Poesia del quotidiano”, ”Il Cantico delle Creature “, ”Riflessi sul Trasimeno”, ”Il vaso di Pandora”, “Ali di carta”, ”Paper  kimonos”, ”Vestire i simboli”, “Epifanie di Carta”, “Cromatismi”e tante altre.

Dedica anche molta attenzione allo studio e alla ricerca storica dell’arte presepiale così coniugando i suoi interessi realizza alcune serie di incisioni sul tema del presepio, coordina importanti eventi espositivi sul tema e cura importanti pubblicazioni divenuti riferimento per gli studiosi e appassionati della tematica.

Nel 1991 è una delle artiste scelte per l’esperienza “Confronto tra culture, confronto tra donne, confronto tra artiste” a Potsdam (Germania). Da questa esperienza sono poi scaturite altre iniziative. Il rapporto con la Germania continua e viene chiamata dal comune di Potsdam a tenere corsi di incisione nel centro didattico d’Arte di Potsdam-Bedelsberg. In Germania ha poi realizzato numerose mostre personali. Ha esposto in numerose mostre personali e collettive in Italia e all’Estero e ha parlato di lei la critica più qualificata.

 

Dante Filippucci, teoria e prassi, prima, durante e dopo il ’68

Relatore Prof. Emidio De Albentiis

“Dante Filippucci, teoria e prassi, prima, durante e dopo il ’68

Biblioteca storica dell’Accademia di Belle Arti “P. Vannucci”  – Piazza San Francesco al Prato, 5 Perugia

mercoledì 18 aprile 2018 ore 17:00

 

La conferenza tenuta dal Prof. Emidio De Albentiis analizzerà la complessa figura dell’ artista e critico d’arte che ha illuminato la scena perugina per quasi tutta la seconda metà del Novecento.

Dante Filippucci nasce a Perugia nel 1912, dove frequenta l’Istituto d’Arte e partecipa giovanissimo alla III Mostra Sindacale di Terni con due sculture Il Filosofo L’Autoritratto. Nel 1941 è richiamato in guerra e nel novembre di quell’anno è fatto prigioniero e mandato in un campo di concentramento inglese in India, done vi rimarrà fino al 1946.
Dal ’47 a Perugia insegna all’Istituto d’Arte; la sua opera pittorica è strettamente connessa a quella estetica e critica. Si avvicina così a Klee, Mirò, a Mondrian e Magnelli, a Capogrossi, a Pollock, Burri ben riflessi nelle sue opere degli anni Cinquanta-Sessanta.

Durante la sua carriera è stato dirigente dell’Istituto d’Arte di Gubbio, dell’Istituto d’Arte e dell’Accademia di Belle Arti “P. Vannucci”di Perugia. Il suo impegno scolastico è sottolineato da saggi storico-critici che pubblica dal 1965.

Intorno agli anni Settanta iniziano le critiche sul linguaggio astratto informale: l’artista coerentemente alla poetica concettuale, realizza opere con l’uso di tecniche miste su compensato, collages, lamine, garze, vinavil. Partecipa a diverse esposizioni d’arte e pubblica L’evento e o la morte dell’arte (1970) e Nell’arte concettuale il valore non fa problema (1975); mentre nel 1976 scriverà saggi sulla Body Art e su Beuys e la Pop Art.

Muore a Perugia nel 1983.

Il Mondo” Silenzioso” di Giovanni Bartoloni

 

 

 

 

 

Il Mondo “Silenzioso” di Giovanni Bartoloni
10 – 24  marzo  Galleria Diego Donati
Vernissage sabato 10 marzo 2017 ore 17.00
orario mostra : lunedì-sabato ore 16.00/18.00

Dolcemente si riannoda la pellicola del passato per ascoltare il fruscio e la lontananza, per far riaffacciare sentimenti intatti, vibrazioni dell’animo, riflessi d’oro. Si sfoglia il libro, escono pulviscoli di coriandoli, e accanto ci sono le opere di Giovanni, del “nostro” Giovanni per chi l’ha conosciuto e gli ha voluto bene fino in fondo. Grafica e dipinti che obbediscono a un unitario modo di esprimersi, a un vocabolario maturato nel tempo, sottile e persistente e ricco, intenso come ambra antica, pieno di un sentimento da paragonare a una gioia mai sbandierata ma vissuta in profondità.

Già, si è di fronte a un artista totale, capace sempre di racchiudere nel gesto, nell’impronta, nel segno austero la felicità del creato, assieme alla freschezza e alla levità dell’intuizione. Equilibrio di sapore pierfrancescano non foss’altro per la consonanza della parola del santo di Assisi, un fervore da manifestare lietamente nella vita del giorno e nell’arte, come una musica del cuore, un’intonazione fedele. Sintesi estrema, talvolta, per raccontare una natura risolta percorrendo la strada del colore, grumi energici e tocchi cantabili, amalgama perfetto, una scala armonica dal tocco quasi espressionista, quasi a voler gettare nel quadro il senso della vita e l’apparizione del sacro. Nulla di facile, nulla di scontato. Invece una rarefatta scrittura, allusiva, densa, raffinatissima. Lucente al pari della grafica, i luoghi di Francesco, cari e stupefatti nel nitore della stesura, le superfici martellate, i contrasti vivacissimi, l’altalena dei chiaroscuri, la poesia trovata in un’edicola campestre, in un albero mormorante, la potenza drammatica di una Crocifissione. Memorie che si rinnovano attraverso queste opere che sono un abbraccio a stagioni ben deste, indimenticabili, a un maestro di estetica e del restauro, a un uomo di bontà infinita, di pronti sorrisi, di schiva semplicità a fronte di un meraviglioso sentire.

Quelle primavere e quelle rondini più non ci sono. Ma nel gran mare della vita grato diventa l’approdare a questa spiaggia di intatta bellezza.

Mimmo Coletti